E tiriamo le somme di questa giornata passata in fretta. Non so come ma oggi è volato...sarà pure che sono andata a fare shopping, e probabilmente ha aiutato. Due nuove larghissime maglie nell'armadio. Grigie. Ma è un non-colore che mi piace. Larghissime, da cascarci dentro. 
Ed un pigiamone rosa, con una maglietta a palloncino sofficissima con due belle tascotte sul davanti. Lo indosso pure adesso che scrivo. Sentivo freddo da qualche giorno, ma ora andrà meglio.
Quest'oggi il menù è stato vario, anche se le quantità sono rimaste le medesime. Una banana e un cappuccio con il dietor stamattina per la colazione/pranzo. E una fettina di petto di tacchino con un po' di pesce con un bicchiere di cocacola zero per cena. Poteva andare peggio e non mi voglio lamentare oggi.
No, oggi non mi va.

Più tardi assalirò il mio caffé.
Il momento più bello della giornata.

Una canzone per AnaMia





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Premessa

A dispetto di ciò che probabilmente si potrebbe pensare, osservando il mio blog, non sono assolutamente pro-ana, né tantomeno pro-mia.  Tutt'altro, ma ovviamente, quando si prova a confidare qualcosa di così scabroso, può capitare di venir fraintesi. Il fatto stesso che ne parli mi pone diversamente sull'argomento. Qualcuno tra molti, capirà cosa intendo, ed è a loro che mi rivolgo. Non c'è , da parte mia, alcuna intenzione di convincere altri a seguire la mia strada, né di aspirare ai miei ideali, né di giudicarli corretti. 
Vivi e lascia vivere, è un motto su cui ho riposto gran parte della mia sanità mentale, e non vi rinuncio neppure adesso.  Vivete dunque, liberi. Perché non perderò il mio tempo a giudicare le vostre azioni. Sono unicamente vostre e nessuno ha il diritto di imporvi altro di ciò che desiderate per voi stessi. 
La felicità è cosa relativa.
Io ho scoperto la mia, in questa lotta perenne.  Io che no ho mai avuto davvero controllo su niente che mi riguardava, prima d'ora...


In questo momento non ho per nulla fame. A dire il vero, sono quasi nauseata dagli odori che vengono dalla cucina, mi mandano in agitazione lo stomaco. Spero che continui in questo modo un altro po', perché le ingozzate improvvise, sono le peggiori, per me. Mi demoralizzano troppo.
Il pranzo di oggi è stato buono. Quattro fette di tacchino (come affettato)  due gallette di riso, ed un bicchiere di latte.  Insipido un po' tutto, ma non è che me ne importi granché. Anzi, se il cibo non ha sapore non mi viene voglia di mangiarne di più.  E per oggi basta. Domani si vedrà. 



Puntiglio...tra me ed il cielo

Chi mi conosce, lo sa...sono testarda.

Me lo hanno sempre detto, a cominciare dai parenti. Forse è addirittura la prima cosa che sale alla memoria se ripenso agli anni dell'infanzia.

- Testarda, 'gnorante, cocciuta, come suo padre.- un intercalare familiare. Quasi una filastrocca da ripetere per fare la conta. Ebbene si. Perché è vero. Lo sono.

E fino in fondo anche.

Ma non è di quelle cose che ti rovinano se le sai adoperare nel modo giusto. In realtà, è un lato di me che apprezzo e su cui posso fare affidamento, quando ne bisogno.

E per essere onesti , sinceri da spolpar la verità all'osso, capita spesso.

Il carattere fermo, è diverso dal possedere un indole salda.

Lo so, è una differenza sottile.

Ci sono cose, da cui volentieri fuggirei. E' il primo istinto, il primo impulso. Prendere il volo come una tortorella che va e continua senza voltarsi indietro, sorvolando tutto. Persino quel gatto affamato e magro che aveva tentato di mangiarsela poco prima.

La vita sarebbe come un volo e non ci sarebbe nulla di male a continuare semplicemente a volare. Ma qui, con catenacci profondamente ancorati al terreno, resta ben poco di cui fantasticare.

E la testardaggine che aiuta l'indole poco salda ad ignorare altri che se stessa e a guardarsi bene allo specchio. - Tu resta lì - sembra che dica. E non ci sono storie.

Te ne stai lì, tranquilla, ad aspettare il gatto avvicinarsi, con l'unica consolazione d'essere un pasto fin troppo pesante per non causargli un grandioso mal di pancia.